Il lavoro del brand journalist. Ovvero, il nostro.

Che cos’è il brand journalism? Questa è una domanda che si sente sempre più spesso, insieme con la diffusione di questa nuovo approccio alla comunicazione aziendale. Un primo modo di rispondere, è cercare di capire perché un’azienda oggi ha bisogno della professionalità e delle tecniche giornalistiche (lo abbiamo fatto in un precedente post). Un modo diverso di rispondere è spiegare cosa fa un brand journalist.

 

Brand media

In un mondo sempre più saturo di pubblicità le aziende devono trovare nuove modalità per raggiungere il loro target. E per farlo, da un lato devono da un lato creare contenuti rilevanti e dall’altro veicolarli. Quest’ultimo è il fine dei canali proprietari o brand media. Blog, riviste cartacee, canali youtube, pagine social: questi (e altri ancora) sono i canali su cui lavora il brand journalist.

Pianificare

La scelta dei brand media rientra in una generale pianificazione che è il primo passo di ogni progetto di brand journalism. Qual è il modo più efficace per raggiungere il pubblico che interessa ad un’azienda? Quali contenuti rispondono ai suoi bisogni informativi? Come declinarli in modo da essere efficaci per trasmettere i messaggi rilevanti per il brand? Queste ed altre domande sono quelle che ci permettono di definire un piano editoriale strategico.

Quali contenuti?

Di cosa parlano i brand media? La risposta più immediata potrebbe essere “di un’azienda o un marchio”. È giusta e sbagliata. Esistono blog e magazine aziendali che fanno storytelling sui loro editori. Altri che non lo fanno per niente ( in apparenza). La scelta dei contenuti e il “tono di voce” con cui vengono espressi è dettata dagli specifici obiettivi comunicativi. E il brand journalism offre gli strumenti per perseguire tali obiettivi nel modo più efficace.

La scelta dei linguaggi

Il giornalismo lavora con diversi tipi di linguaggi. Testuali e audiovisivi sono i più comuni. Ma pensiamo anche all’importanza delle infografiche per trasmettere un insieme complesso di dati. O all’utilizzo dell’illustrazione per raggiungere particolari fasce di pubblico. Il brand journalism non fa eccezione. Adotta testi, video, grafica e tutti gli altri linguaggi della comunicazione che si rivelano efficaci per rispondere alle esigenze di un brand editore.

Skills giornalistiche

Ci sono un altro paio di strumenti che appartengono alla “cassetta degli attrezzi” di ogni giornalista e anche di noi brand journalist. Il primo è l’esperienza necessaria a mettersi nei panni del lettore per capire quali sono i contenuti per lui più rilevanti. Il secondo è la capacità di porre le domande giuste per arrivare a ottenere questi contenuti senza fermarsi alla superficie. Due elementi fondamentali per una comunicazione aziendale efficace.

2019-02-25T17:56:46+01:00